EREDITÁ DIGITALE: Adesso tutela anche in Italia

Con le ultime pronunce della Cassazione si è aperta finalmente la strada per la tutela successoria della nostra persona online.

Ma cosa si intende con eredità digitale?

È molto semplice: si tratta di tutto ciò che immettiamo online o nei nostri device (smartphone, PC, tablet ecc.) nel corso della nostra vita – i cosiddetti dati – e che lasciamo “incustoditi”, come il resto del nostro patrimonio, una volta deceduti.

Ormai infatti dobbiamo pensare a noi stessi come degli esseri viventi anche digitali, che, spostandosi tra web e file, lasciano le loro tracce digitali. Parliamo di foto, video, documenti, conversazioni e soprattutto password: di app, carte, home banking, account vari, ecc.

Queste ultime possono provocare non pochi problemi ai nostri eredi!

Com’è noto, infatti, non è facile ottenere autorizzazioni all’accesso a questi dati da alcuni dei marchi più famosi di device (Apple, ad esempio) o da aziende che gestiscono le nostre reti di amicizie (Facebook, ad esempio).

Finalmente però le cose sono cambiate anche in Italia!

Dal 2022 la Cassazione ha stabilito che queste aziende, su richiesta degli eredi, devono concedere a questi ultimi la possibilità di interagire con i dati prodotti in vita dal defunto. Il metodo pratico non viene chiarito dalla Cassazione, perciò sembra che senz’altro una semplice PEC o raccomandata A/R possano assolvere egregiamente questo compito.

Perciò finalmente potremo accedere agli archivi dei nostri cari senza dover per forza resettare lo smartphone, perdendo tutti i preziosi dati che possono – in alcuni casi – avere un valore affettivo inestimabile, e senza dover conoscere la password e il PIN del dispositivo, che giustamente il nostro parente avrebbe potuto tenere segreti, come avviene nella maggior parte dei casi.

Un problema a parte sono le criptovalute.

La Cassazione non si esprime al riguardo, e nemmeno potrebbe, visto che non c’è un’autorità centrale che possa imporre a qualcuno il versamento di bitcoin, ad esempio, dal conto del defunto a quello dell’erede o cambiare intestazione.

Il rischio è che, se non si trasmette la password a nessuno, compresi gli eredi, tutte le somme in criptovalute saranno perdute per sempre, a prescindere da qualunque legge o decisione della giurisprudenza.

C’è un metodo però per evitare di vedere sgretolarsi magari anni e anni di investimenti del proprio parente: 

la redazione di un testamento avente una forma speciale.

Ma di questo si parlerà approfonditamente in un articolo apposito.